Progettare un sito web: non tutto ciò che vuoi puoi realizzarlo – I font

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La cosa più frustrante per un creativo che inizia a progettare un sito web è il doversi confrontare con i limiti che questo mondo comporta. Sembrerà strano che nel realizzare siti internet ci possano essere dei limiti alla creatività di un progettista e/o designer ma non solo, ci sono sono anche problemi difficili da risolvere, tanto che alla fine, la strada che si decide di percorrere è quella di scegliere un compromesso che soddisfi tutti.

Quando si inizia a progettare un sito la cosa principale da tenere in considerazione, è che quel sito sarà visualizzabile dagli utenti, volontariamente o meno, in modi completamente diversi a seconda del dispositivo, del sistema operativo e dal browser che si utilizza.

La vasta scelta di combinazioni disponibili fa sì che la voglia di inventare cose nuove, dalla grafica al design, si scontri con le reali possibilità.

Se vogliamo che il nostro sito sia visibile da tutti, su dispositivi differenti, con sistemi operativi diversi e con browser diversi, dobbiamo venire a patti con dei limiti, uno di questi è quello riguardante la scelta di font utilizzabili per il sito.

Diversi studi dimostrano che la lettura su schermo è più affaticante e lenta rispetto alla lettura sulla carta e, quindi, il nostro compito come web designer è quello di agevolare gli utenti in modo tale che non decidano di abbandonare la lettura. Una scelta ponderata del font è quindi una delle basi di partenza per un progetto web ben realizzato.

In particolare, per scegliere un font, non dovremo solo sceglierlo in modo tale che si armonizzi con la grafica, ma dovrà essere scelto in base ad un’accurata analisi (e non solo).

  • Dovremo valutarne la leggibilità a diverse dimensioni e con diverse interlinea.
  • Dovremo valutare il colore da utilizzare per il font stesso ma anche per lo sfondo: scrivere in azzurro su una pagina bianca non rende la pagina molto leggibile.
  • Dimensioni, interlinea e colori del font tuttavia sono già un passo avanti rispetto alla scelta stessa.

Per realizzare un libro o pubblicare su una rivista si possono usare tutti i font che si vuole (tenendo sempre presente le regole di leggibilità), perché una volta stampati essi saranno visibili da tutti nello stesso modo. Per un sito internet non è così semplice.

Un Mac o un PC hanno, al momento dell’acquisto, una serie di font di base a seconda del sistema operativo installato. I programmi successivi che vengono installati ne aggiungono altri a loro volta e comprando o scaricandon gratuitamente se ne possono aggiungere altri ancora…i dispositivi negli studi grafici probabilmente sono pieni di font!

Ma il dispositivo del mio utente quanti e quali font ha? Questa domanda è la chiave.

Se l’utente è un grafico o un tipografo probabilmente ne avrà una quantità esagerata, se l’utente è una persona qualsiasi (che di avere tanti font non se ne fa nulla), probabilmente ne avrà installati solo quelli di base.

Prendiamo il caso che io non mi sia posta questa domanda e decida di inserire in un sito dei titoli in “Fontdiner swanky” 18pt.

(il testo si dovrebbe vedere così)

Quasi certamente gran parte degli utenti, visitando di sito, non vedrà il titolo con quel font perché non lo avrà sul dispositivo. In questo caso infatti, il browser userà un font sostitutivo fra quelli a disposizione, sconvolgendo l’armonia con la grafica e la leggibilità che io “pensavo” di aver dato al mio sito.

Analisi fra dispositivi, programmi, browser hanno stabilito che la scelta di “font safe” possibili è fra questi (fonte w3schools.com).

Alcuni sono vera “prigione” per la creatività ed è per questo che negli anni si sono cercate nuove strade per ampliare la scelta possibile.

Inizialmente, ma proprio agli albori del web, i primi webmaster inserivano dei testi tipo “la visione ottimale del sito si ottiene utilizzando il font… scaricalo”. Fortunatamente questa pratica è stata abbandonata e sono state trovate altre soluzioni.

Una fra queste è l’importazione di font nel sito, tramite CSS. In questo caso il font non viene scaricato realmente nel dispositivo ma,  tramite codice CSS, quando una pagina viene aperta dal dispositivo che non ha il font utilizzato, il codice invia istruzioni di dove trovare il font da usare e di come usarlo (detto in parole semplici e capibile da tutti).

Una delle banche di font più utilizzata è quella creata da Google, appunto la Google Web Font.

Con questa possibilità e, ancora di più con la proprietà @font-face dei css3 (ancora non standardizzata), la quantità di font usabili sono sensibilmente aumentate. Resta solo l’obbligo di realizzare siti leggibili per tutti.

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