Internet in ogni cosa

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Nel 2014 possiamo affermare con tutta tranquillità che Internet rappresenta al giorno d’oggi una risorsa centrale e fondamentale per la nostra società. Alla luce di un’affermazione tale risulta perciò sorprendente scoprire che esiste ancora un buon 68% della popolazione terrestre che non è ancora raggiunta dalla Rete. Ma è solo questione di tempo: entro 4 anni quasi la metà della popolazione mondiale sarà su Internet, con una crescita del traffico IP tre volte maggiore.

Ma il vero boom riguarderà le cose più che le persone. Ad oggi – spiega una ricerca Cisco – solo l’1% degli oggetti che possono essere messi in Rete è effettivamente connesso. Ma il numero è destinato ad aumentare drasticamente nei prossimi anni: 15 miliardi di dispositivi connessi entro il 2015, addirittura 50 miliardi nel 2020. Si arriverà a quello che viene definito l’Internet of Everything, l’Internet in ogni cosa, ovvero ovunque ci sia un dato da gestire, allora lì ci sarà una connessione.

Ciò che avverrà sarà una vera e propria rivoluzione culturale, oltre che tecnologica, che porterà opportunità anche per gli innovatori e le imprese italiane, alle quali però sarà richiesto un grande sforzo infrastrutturale per poter sfruttare tutte le nuove opportunità.

Per arrivare alla trasformazione che ci si auspica- sostiene Cisco- bisogna orientarsi verso due obiettivi: da un lato sostenere la creazione delle infrastrutture di Rete a banda ultralarga puntando su imprese, persone, start up che hanno risorse, prodotti, progetti che possono rispondere a esigenze di mercato ancora irrisolte; dall’altro sviluppare soluzioni e sistemi per migliorare la Rete. Per renderla cioè più sicura, agile, sensibile al contesto, una Rete capace di trasferire all’utente le corrette policy di accesso ad informazioni e applicazioni e che sia consapevole di se stessa, che sappia cioè auto-configurarsi, auto-ottimizzarsi, auto-ripararsi, auto-proteggersi e gestire le domande massive di dinamicità, automazione e gestibilità dei nuovi modelli di utilizzo.

Tutte trasformazioni di cui l’utente finale probabilmente non avrà coscienza, ma di cui sicuramente avvertirà i benefici.

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