I Google Glass: la tecnologia del futuro

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Sono occhiali a realtà aumentata sviluppati da Google il cui design, nella nuova versione, è affidato al colosso italiano Luxottica. In pratica funzionano così: mostrano un numero incredibile di informazioni su ciò che vi circonda, rispondono a comandi di ricerca vocali, permettono di registrare in soggettiva, scattare foto, condividere momenti salienti della giornata sui social network, tradurre istantaneamente quello che dite in un’altra lingua e molto altro ancora.

Al momento, dopo un’unica giornata di libera vendita soltanto negli USA, ne possono continuare a beneficiare, oltre agli acquirenti, solo i cosidetti explorer, collaudatori che li hanno provati al fine di trovare eventuali malfunzionamenti e migliorarli prima che arrivino nei negozi.

E’ fuori dubbio che rappresentino l’innovazione più importante degli ultimi anni, che incuriosisce molti ma che, come al solito, non è esente da dubbi e paure relativamente alla nostra privacy e alla possibilità di un ulteriore aumento della dipendenza tecnologica.

Ecco allora che, di tutta risposta, su Google Plus è apparso un articolo in più punti che tenta di sfatare alcuni dei falsi miti attorno ai Google Glass.

Eccone alcuni:

1. I Google Glass rappresentano la distrazione definitiva dal mondo reale.
Secondo Google non sarà così, perchè gli occhiali per impostazione predefinita sono disattivati, essendo al contrario progettati per dare quello che serve quando serve. Si potrà, pertanto, interagire con il modo che ci circonda meglio di come siamo abituati a fare ora quando usiamo i dispositivi tecnologici.

2. Saranno sempre accesi e potranno registrare tutto.
“Proprio come quello del cellulare, lo schermo dei Glass è disattivato per impostazione predefinita. La registrazione del video è impostata per durare 10 secondi. Le persone possono registrare più a lungo, ma i Google Glass non sono progettati per farlo, né per registrare sempre (la batteria non durerebbe più di 45 minuti)”.

3. Gli esploratori sono solo geek che adorano la tecnologia.
“I nostri Explorers provengono da tutti i ceti sociali – chiarisce Google – tra loro ci sono genitori, vigili del fuoco, gestori di zoo, mastri birrai, studenti di cinema, giornalisti e medici. L’unica cosa che hanno in comune è che vedono il potenziale dell’utilizzo della tecnologia per impegnarsi di più con il mondo che li circonda, piuttosto che distrarsi da esso. In realtà, molti esploratori dicono che con i Google Glass usano la tecnologia meno di prima, perché la usano in modo molto più efficiente”.

4. I Google Glass sono pronti per il grande pubblico.
No. Sono ancora un prototipo.

5. Sono dotati di tecnologie per il riconoscimento facciale e altre cose simili.
Non c’è nessuna tecnologia di riconoscimento facciale associata a questi dispositivi a causa delle numerose implicazioni legali che un programma simile darebbe.

6. Coprono gli occhi, impedendo di vedere.
Lo schermo si trova volutamente sopra l’occhio destro, non davanti a esso, lasciando la possibilità di interagire comunque con il mondo esterno.

7. Sono un perfetto dispositivo di sorveglianza.
La risposta di Google è provocatoria: “Cerchiamo di essere onesti: se qualcuno vuole registrarvi segretamente, in giro si trovano telecamere molto migliori di una che si indossa ben visibile sul viso e che si illumina ogni volta che riceve un comando vocale, o si preme un pulsante”.

8. In pochi possono permetterseli.
“Il prototipo attuale costa 1500 dollari e ci rendiamo conto che è fuori della gamma di molte persone” – spiega Google. “Ma questo non significa che solo i ricchi possono averli. In alcuni casi, sono stati un benefit del proprio lavoro. Altri hanno raccolto fondi su Kickstarter e Indiegogo. E per alcuni, gli occhiali sono stati un regalo”.

9. Sono vietati… ovunque.
“Dal momento che i telefoni cellulari – si legge – sono apparsi sulla scena, le persone sono state abbastanza brave a creare un galateo e i necessari divieti di registrazione (spogliatoi, casinò, ecc.). E poiché la funzione dei Glass riflette quella dei telefoni cellulari, si applicano le stesse regole”.

10. I Google Glass segnano la fine della privacy.
La violazione della privacy rappresenta da sempre una delle paure più grandi per le persone ma Google ha così risposto: “Quando le prime telecamere sono arrivate sul mercato dei consumatori sul finire del 19° secolo, in molti hanno gridato alla fine della privacy. Le telecamere sono state vietate nei parchi, nei monumenti e sulle spiagge. Le persone temevano lo stesso quando sono usciti i primi cellulari con fotocamera. Oggi, ci sono più telecamere che mai. Tra dieci anni ce ne saranno ancora di più, con o senza occhiali. Oltre 150 anni di macchini fotografiche e otto anni di YouTube sono un buon indicatore del tipo di foto e video che le persone catturano – dai video dei gatti fino ai miracoli della vita di tutti i giorni”.

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