FOUR MORE YEARS: Obama e la prima “Twitter Election” della storia

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Mentre in queste ore si ricorrono i numeri e i dati della riconferma di Barack Obama alla guida degli Stati Uniti, sulla rete si afferma una particolare lettura di questo evento: le presidenziali americane del 2012 come prima “Twitter Election” della storia.

Questa vittoria, infatti, ha fatto della piattaforma di microblogging – amatissima dagli americani e sempre più popolare anche in Italia – la sua cassa di risonanza privilegiata, sbaragliando ogni record: 31 milioni di tweet durante l’Election Night (evento politico più twittato degli USA), 327.452 tweet al minuto alla diffusione della notizia della rielezione, ma soprattutto gli oltre 600.000 retweet (in continuo aumento) dell’annuncio della vittoria twittato dallo stesso Presidente insieme alla foto del cinematografico abbraccio con Michelle:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Diventata in poche ore, tra l’altro, la foto con più “like” della storia di Facebook.

Ma questo non è che l’apice di una parabola: quella del fortunato sodalizio che il Presidente USA ha stretto con i social media a partire dai tempi della sua prima campagna elettorale nel 2008. Non è certo un segreto: tutto il percorso di Obama si snoda sui social media e fa della partecipazione in chiave 2.0 uno dei suoi caratteri distintivi. Gli studiosi di comunicazione e gli esperti di web si sono ampiamente dilettati nell’analisi delle strategie adottate dallo staff del Presidente nell’utilizzo di questi mezzi, tanto che negli USA esiste già una letteratura a riguardo.

Lo stesso sito ufficiale di Obama, barackobama.com, fu impostato da Chris Hughes (nientemeno che uno dei cofondatori di Facebook) come un vero e proprio social network, attraverso il quale gli utenti potevano (e possono) creare il proprio account, il proprio blog, condividere foto, creare gruppi (e, non ultimo, effettuare donazioni). Fu principalmente attraverso questo strumento che venne costruita la campagna 2008: oltre due milioni gli account creati, 200.000 eventi organizzati attraverso il sito, 35.000 gruppi di volontari formati e 30 milioni di dollari pervenuti attraverso la raccolta fondi.

Anche laccount Facebook del Presidente, con i suoi oltre 32 milioni di utenti e la forte interazione con il sito web, gode di un ruolo di rilievo nella social media strategy complessiva. Ma è con Twitter che oggi Obama lascia il segno nel mondo della comunicazione 2.0. Non più o non solo utilizzato come strumento di campagna elettorale presso la fetta di popolazione più “digitalmente colta”, Twitter si afferma attraverso l’esperienza statunitense come possibilità (pienamente sfruttata) di raggiungere il massimo livello di interazione tra il candidato e i suoi sostenitori.

Non solo in questa campagna, ma durante tutta la legislatura di Obama, Twitter ha avvicinato sensibilmente le persone ai diversi aspetti della vita politica e, poi, dell’avventura elettorale: dalla diffusione di notizie, ai dibattiti commentati in tempo reale, fino all’interazione non mediata con i protagonisti (e tra i protagonisti: sempre via Twitter, oggi sono arrivate le prime congratulazioni dei capi di Stato esteri).

Un esempio del tipico utilizzo di Twitter da parte dell’amministrazione Obama è stato l’evento Twitter Presents Townhall @ the White House”tenutosi il 6 luglio 2011 presso la East Room della Casa Bianca e trasmesso in streaming online: durante questa conferenza solo le domande twittate (in materia di economia e lavoro) sono state sottoposte al Presidente ed hanno avuto la sua risposta, poi subito twittata dallo staff. E questo tipo di “format” è andato in scena in moltissime occasioni.

A riprova della grande quantità di risorse, economiche e strategiche, investite su Twitter da parte della Presidenza, i numeri già piuttosto eloquenti prima di questa ultima tornata elettorale: nel 2011 l’account di Obama (@BarackObama) era quello con il più alto numero di persone “seguite” (following) del social netwok, ed è stato il terzo al mondo a raggiungere i 10 milioni di follower. 

Fonte: Wikipedia (link:http://en.wikipedia.org/wiki/File:20120614_@BarackObama_Follower_Chart.jpg)

Il risultato di oggi non fa che suggellare il successo di questo percorso ed aprire, forse, una nuova stagione per la comunicazione politica globale.

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