Crowdfunding: quando l'unione fa la forza

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 Hai un’idea geniale ma non hai il capitale per realizzarla? Vorresti registrare un tuo cd ma nessuno crede in te? Vorresti organizzare una raccolta fondi per una nobile causa, ma i contributi dei tuoi conoscenti non ti bastano? Affidati al crowdfunding!

Il termine crowdfunding, derivante da crowd, corrispettivo inglese di folla, e funding finanziamento, sta ad indicare un sistema di micro-finanziamenti collaborativi, attraverso il quale è possibile per un individuo o per un’associazione raccogliere fondi di piccola entità da un grande quantitativo di persone.

Certo di per sé la raccolta fondi non è novità: basti pensare infatti che già nella metà dell’800 un gran numero di persone partecipò all’arricchimento dell’English Oxford Dictionary, arrivando ad oltre 6 milioni di donazioni.

L’innovazione sta nel momento in cui questo processo si inserisce nel contesto della rete. Grazie al web 2.0 e alla sua natura partecipativa, tutti hanno la possibilità di sottoporre il proprio progetto o la propria idea al pubblico della rete, giudice indiscusso. Se una persona crede in uno dei progetti proposti può decidere di contribuire alla sua realizzazione finanziandolo con un importo a suo piacimento, sia esso un euro o mille.

L’efficacia di questo processo l’ha sperimentata con successo Obama, il quale per la sua prima campagna elettorale del 2008 è riuscito a raccogliere ben 600 milioni di dollari attraverso le donazioni sul il sito barackobama.com, con una media di 200 dollari per donatore.

Ovvio, sulla rete dei progetti ce ne sono bizzeffe ed è per questo che bisogna essere in grado di creare non solo un progetto originale, ma anche una campagna promozionale accattivante e innovativa, che possa far conoscere il progetto a quante più persone possibili. In questo senso arrivano in aiuto i social network, come Facebook, Twitter, Flickr, Tumblr, Youtube e l’ email marketing, grazie ai quali è possibile entrare in contatto con migliaia di persone potenzialmente donatori in quanto potrebbero trarre vantaggio dall’applicazione del progetto, ampliando così in maniera esponenziale le potenzialità del crowdfunding.

Se vogliamo fare alcuni esempi di portali, indubbiamente il più famoso a livello mondiale è Kickstarter, grazie al quale si sono finanziato molti film e cortometraggi presentati al Sundance Film Festival, non c’è il social network Diaspora, che ha raccolto 200 milioni di dollari. Non mancano però esempi italiani come Kapipal o il più recente Eppela. E’ proprio da quest’ultimo sito che abbiamo tratto questa immagine che mostra quanto sia facile inviare il proprio progetto:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per noi il crowdfunding potrebbe essere una soluzione per molte start-up italiane, le quali sottoponendo la loro idea direttamente a coloro i quali ne saranno beneficiari hanno la possibilità di dare vita ai loro sogni, cosa sempre più difficile di questi tempi. E nella forza del crowdfunding sembra crederci anche l’Italia, infatti siamo stati il primo paese in Europa e tra i primi al mondo  ad introdurre delle norme volte a regolamente questa raccolta di fondi innovativa.

E’ proprio il caso di dire che l’unione fa la forza!

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