Bitcoin: breve guida per capire come funziona la moneta del momento

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Bitcoin: rappresentano la moneta virtuale del futuro e al tempo stesso la fonte di molte controversie e dibattiti sui rischi correlati al suo utilizzo. Ma cosa sono? Come funzionano? Come acquistarli? Ecco una breve guida pratica in risposta alle domande più frequenti.

Che cosa sono i bitcoin?
Sono monete digitali, non emesse da una banca centrale, sotto la bandiera di uno o una confederazione di stati, ma nascono sul web e vengono scambiati passando per il web. Anzi, per essere ancora più precisi, sono qualcosa di più completo: sono un sistema di pagamento a 360 gradi, analogo alle carte di credito o a Paypal.

Cosa posso farci?
In primo luogo ovviamente permettono di comprare beni e servizi su internet in ogni parte del mondo. E’ possibile però scegliere anche di farne un uso diverso: tenerli da parte sperando che il loro valore aumenti ancora, sebbene si tratti di un investimento molto rischioso perché nulla esclude che le loro quotazioni possano crollare.

Cosa determina il loro valore?
Le leggi della domanda e dell’offerta. Sono disponibili in quantità limitata, ne vengono coniati di nuovi a intervallo di tempo variabili ubbidendo a un preciso modello matematico (che si arresterà nel 2140 quando sarà raggiunta la quota di 21 milioni di bitcoin).

Perché piacciono tanto?
Per diverse ragioni: la principale è perché sono anonimi. Chiariamo però il punto: ogni transazione in bitcoin è registrata in modo pubblico sul web, per verificarne l’autenticità, la coerenza. Per evitare che qualcuno faccia il furbo. Tuttavia non è possibile sapere chi sono i due attori, le due persone coinvolte nella transazione. Al sistema interessa che X abbia sufficienti bitcoin per pagare Y e che Y li riceva senza intoppi. Non vi è pertanto autorità che deve vigilare sull’identità di X e Y.

Dove si conservano i bitcoin?
È necessario scaricare un portafoglio elettronico sul computer o sul cellulare in cui tenerli. Oppure usare un servizio ospitato sul web, per disancorare il proprio portafogli da qualsiasi dispositivo fisico.

Come sono gestiti i bitcoin?
Tramite una tecnologia peer-to-peer identica a quella con cui gli utenti si scambiano canzoni e film in rete; ci sono tanti computer sparsi in giro per il mondo. È un sistema delocalizzato, con tanti piccoli centri. Il che dà il vantaggio di renderli sempre disponibili. Se un server è guasto o va offline, funzionano tutti gli altri.

Come avviene una transazione?
Questo è forse il punto più complesso. Andiamo per ordine. Una volta scaricato il portafogli virtuale, all’interno del programma si trova un indirizzo, una lunga e complessa chiave alfanumerica. Qualcosa come: 1SSOSHKSFH98EFSJK e simili. Ogni chiave è di una trentina di caratteri ed è univoca nel mondo bitcoin: non ce ne sarà mai nessuna uguale all’altra. Se qualcuno vuole mandarvi dei bitcoin, ha bisogno di questo indirizzo generato dal vostro portafogli per farveli arrivare. Se volete inviarli voi a qualcuno, avrete bisogno del suo indirizzo a cui mandarli e autorizzare il tutto con una password, una chiave personale che non bisogna comunicare a nessuno e dà il via libera al pagamento dal portafoglio virtuale. È una specie di firma su un assegno. Per essere ancora più didascalici, ecco un esempio pratico: se X vuole mandare i bitcoin a Y deve avere il suo indirizzo alfanumerico a cui inviarli. Lo inserisce nel suo portafogli virtuale, decide la somma da trasferire e «firma» con la sua password il trasferimento. Y riceve la transazione dall’indirizzo alfanumerico, non da un nome e un cognome. Ecco perché si parla di anonimato.

Che garanzie danno questi indirizzi?
Proteggono il trasferimento di bitcoin sotto uno scudo robusto. Robustezza aumentata dalla password dei soggetti interessati e dalla potenza di calcolo della rete diffusa, il sistema peer-to-peer di cui sopra. C’è un meccanismo tecnico che serve ad autorizzare il pagamento, a sorvegliare sulla sua coerenza. L’utente non deve comunque preoccuparsi o fare nulla se non aspettare l’ok della transazione. Inoltre va detto che è possibile generare quanti indirizzi si vuole, anche uno per ogni transazione, il che è consigliabile per aumentare il livello di sicurezza del proprio portafogli.

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