10 lavori che stanno scomparendo (o sono già scomparsi) con la tecnologia

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LavoriLa tecnologia ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, trasformando il mondo, la società, le persone e anche il mondo del lavoro.

Così come sono nati molti lavori, molti altri si sono evoluti, o sono mutati che dir si voglia, e altri sono addirittura scomparsi (o quasi), basti pensare all’addetto al casello autostradale, figura vista sempre più di rado, o a lavori come l’ascensorista, mansione nata e scomparsa nel giro di un ventennio, in entrambe le situazioni per mano della tecnologia.

Oggi siamo qui per parlarvi proprio di questo genere di occupazioni che andranno a scomparire nel giro di poco tempo, di quelle che si trasformeranno e delle conseguenze che deriveranno da questo cambiamento.

 

I lavori che stanno scomparendo

 

Vi abbiamo già fatto un paio di esempi, ma non vogliamo andare troppo indietro nel tempo, quindi ci limiteremo a esaminare il periodo post 2000.

I primi mestieri che ci vengono in mente che stanno venendo sostituiti progressivamente da macchine sono la cassiera del supermercato e l’addetto alla biglietteria nelle stazioni ferroviarie, mansioni in cui è in atto da tempo un’automazione sempre più capillare.

Ma questi sono solo gli esempi più eclatanti, molte altre mansioni stanno subendo la stessa sorte seppur con tempi più lunghi, come ad esempio l’operaio: la Shenzhen Evenwin Precision Technology, azienda cinese, ha già sostituito il 90% degli operai con macchine, aumentando i ritmi di produzione e diminuendo gli errori.

Uno degli argomenti più discussi degli ultimi mesi è la guida autonoma, che, se sarà realizzata con successo, andrà a soppiantare mestieri quali l’autista o il tassista, senza contare che Elon Musk, titolare di Tesla, sta già lavorando anche sui camion a guida autonoma, preoccupando anche i camionisti.

Anche operatori telefonici, addetti al telemarketing e receptionist rischiano a causa di tecnologie come le chatbot e le intelligenze artificiali.

Il cassiere in banca ormai è già stato soppiantato dai Bancomat, tuttavia i cassieri sono riusciti a evolversi fornendo servizi supplementari ai clienti e riuscendo a mantenere il loro posto.

Magazzinieri e smistatori della posta infine sono ancora al sicuro ma probabilmente non per molto, perché tra robot, automazioni varie e intelligenza artificiale sicuramente si troverà una soluzione robotica.

 

I lavori che potrebbero trasformarsi a breve

 

Alcuni lavori che potrebbero sembrare al sicuro da questa rivoluzione in realtà sono a rischio, seppur meno, di sparire, a meno di una capacità di adattamento e d’integrazione con la tecnologia.

Un primo esempio sono le mansioni legate alla medicina, come i farmacisti, che potrebbero vedere la preparazione di farmaci personalizzati passare in mano ai robot, o medici e chirurghi, dal momento che già esistono robot che aiutano le persone durante le operazioni e addirittura in grado di compierne alcune di minor rilevanza in completa autonomia, senza contare le intelligenze artificiali già in grado di effettuare diagnosi in modo molto più efficiente rispetto ai medici.

Altri mestieri a rischio sono quelli del giornalista, che potrebbe essere sostituito da sistemi in grado di raccogliere notizie e redigere articoli in autonomia, e quello dell’agente di borsa, esistendo già algoritmi operanti e, in molti casi, con molto successo.

Il fai da te con gli innumerevoli sistemi di prenotazione e comparazione, unito ad algoritmi intelligenti, sta togliendo sempre più lavoro agli agenti di viaggio.

Oltre alle auto a guida autonoma sono in sperimentazione anche droni per la movimentazione di merci via aerea, mettendo a rischio anche i piloti di aerei cargo.

Infine chef e cuochi robot sono già in funzione in alcune catene di fast food americani e, secondo la Moley Robotics, in breve personal chef automatici arriveranno anche nelle nostre case, ricreando ogni tipo di ricetta, dalle più casalinghe a quelle degli chef stellati, e con la possibilità di insegnarli e condividere con amici e conoscenti nuove ricette.

 

 

Tuttavia, anche se così descritto, sembra la fine del lavoro per tutti con conseguente disoccupazione a livelli mai visti, non è così male come sembra: ad esempio, l’azienda di cui vi abbiamo parlato prima, con l’automatizzazione ha creato 200 nuovi posti di lavoro per la manutenzione dei robot.

Oppure, la tecnologia dei Bancomat ha si fatto scomparire un mestiere che si è trasformato in qualcosa di più vicino a un addetto al marketing, ma ha anche fatto in modo che le banche avessero bisogno di un sistema più capillare, aprendo quindi nuove filiali e creando nuovi posti di lavoro.

Tuttavia l’aspetto più interessante è che questo avanzamento tecnologico ha ridotto generalmente le ore lavorative, garantendo più tempo libero alle nostre vite e rendendole meno frenetiche. Insomma non tutto il male viene per nuocere, a quanto pare.

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